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Il dialetto prende vita

Una serata tra tradizione, teatro e memoria

Utente Erika Rizzo

da Erika Rizzo

Docente

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Una serata speciale, ricca di emozioni, sorrisi e tradizione, ha visto protagonisti gli alunni delle classi 4A e 5A, impegnati nella restituzione finale del progetto dedicato al dialetto romagnolo.

La lezione aperta, organizzata in forma di recita teatrale, ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso composto da dieci incontri, realizzati grazie alla preziosa collaborazione delle esperte Fiorenza e Seriana della Compagnia dialettale “La Compagine di San Tomè”.

Le insegnanti hanno scelto di investire su un patrimonio culturale importante e delicato: il dialetto romagnolo, simbolo di identità, memoria e appartenenza. In un tempo in cui tutto corre veloce verso la globalizzazione, il progetto ha voluto offrire ai bambini l’opportunità di rallentare, ascoltare e riscoprire le proprie radici attraverso una lingua che, pur essendo familiare, oggi viene parlata sempre meno.

Il percorso si è rivelato stimolante ma anche impegnativo: recitare in dialetto, per molti bambini completamente nuovo, ha richiesto grande attenzione, impegno e coraggio. Nonostante le difficoltà, gli alunni hanno partecipato con entusiasmo, curiosità e coinvolgimento, vivendo questa esperienza con autenticità e divertimento.

Le due rappresentazioni hanno accompagnato il pubblico in un viaggio nel tempo:

  • la classe 4A ha proposto una riflessione sul mondo della scuola, mettendo a confronto passato e presente;
  • la classe 5A ha invece riportato in scena atmosfere, mestieri e piazze della civiltà contadina della prima metà del Novecento.

Entrambe le recite sono state create appositamente per gli alunni, prendendo ispirazione dalle interviste che i bambini avevano realizzato ai propri nonni nei mesi precedenti. Un prezioso lavoro di ascolto e raccolta della memoria che ha reso ancora più autentico il progetto.

Una bellissima esperienza di collaborazione tra scuola, famiglie e territorio, che ha permesso ai bambini di scoprire quanto il passato possa ancora parlare al presente… anche attraverso il sorriso e l’ironia del dialetto.


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