Ricerca

Beatrice Portinari

Storie di donne

Utente Erika Rizzo

da Erika Rizzo

Docente

0

Beatrice Portinari:

fu veramente lei la musa ispiratrice di Dante Alighieri?

Le poche notizie biografiche su Beatrice Portinari detta Bice, la vedono nascere a Firenze tra il 1265 e il 1266, da Folco Portinari e Cilla di Gherardo Caponasacchi, i Portinari sono una famiglia di ricchi mercanti fiorentini che abita nello stesso sestiere (il sestiere fu uno dei sei settori in cui fu divisa la città di Firenze, fino al 1343), degli Alighieri. Il padre di Beatrice, Folco è un uomo attivo nella politica della città: ottiene la carica di priore, fonda l’ospedale di S. Maria nuova e in una data antecedente al  1280, dà in sposa Bice a Simone de’ Bardi, detto Mone ed esponente di un’altra grande famiglia fiorentina,  i Bardi appunto.

Siamo a conoscenza di queste informazioni grazie agli unici due documenti in cui compare il nome di Beatrice: il primo è un atto notarile del 1280 , dove Simone de’ Bardi cede dei terreni al fratello Cecchino, specificando il consenso di sua moglie Bice.

Il secondo è il testamento di Folco Portinari, datato 15 gennaio 1288 in cui dispone una dote di 800 fiorini a ciascuna delle quattro figlie nubili (Vanessa, Fia, Margherita e Castoria), mentre ne lascia a Beatrice solo 50 in quanto già sposata con il cavaliere Simone de’ Bardi. Il secondo, invece, Dell’infanzia, dell’adolescenza e della vita matrimoniale di Beatrice Portinarinon sappiamo altro, tranne che muore giovanissima a 24 o 25 anni l’8 giugno  1290 e forse per le complicazioni di un parto (esiste un documento storico del 1313 in cui si cita il matrimonio tra la figlia di Mone Bardi, Francesca e tale Francesco Pierozzi Strozzi, ma non viene specificato se la madre della giovane sposa sia Beatrice o la seconda moglie di Simone). Secondo la tradizione la salma di Beatrice riposa , e ciò è supportato anche da una lapide tombale sucui è inciso il suo nome, in S. Maria dei Cerchi, nella cappella della famiglia Portinari.

Beatrice “rivedrà” il Poeta solo nel viaggio ultraterreno nella Divina Commedia, quando, proprio come da bambino, Dante rimarrà sopraffatto dalla comparsa di Beatrice.

A giudicare da questa breve biografia gli elementi che accomunano la Beatrice storica con la Musa ispiratrice di cui Dante parla per la prima volta nel prosimetro scritto tra il 1292 e il 1294 “Vita Nova”: “ Ecce deus fortor me, qui veniensdominabitur”, ossia “Ecco un dio più forte di me che al suo arrivo mi dominerà”, sono: IL NOME, La CITTA’ DI FIRENZE, IL FATTO CHE FOSSE SPOSATA e che SIA MORTA in GIOVANE ETA’.

Ma allora come si è giunti ad identificare IPOTETICAMENTE, la musa dantesca con la figlia di Folco Portinari??

Dante incontra per la prima volta Beatrice quando lui ha nove anni e lei otto in un Firenze medioevale durane la festa di primavera del 1274, di quel primo incontro, passeranno altri nove anni prima del oro secondo incontro nel 1283 ( un lasso di tempo in cui le famiglie fiorentine dell’epoca preferiscano che le figlie nubili,come Beatrice, escano il meno possibile).

Durante questo secondo incontro Beatrice rivolge un saluto al poeta che lui descriverà così: ..” mi salutò molto virtuosamente, tanto che mi parve allora tutti i termini della beatitudine”, ma Beatrice è ormai sposata e Dante anche, quest’ultimo pensa allora di depistare le malelingue con le cosiddette “donne dello schermo” cioè finge di corteggiare altre donne per salvaguardarela reputazione della vera protagonista del suo amore, Beatrice pero, non apprezza il gesto e gli toglie il saluto.

Il poeta ne è dispiaciutissimo e da allora decide che la sua poesiadovrà essere la semplice lode alla musa.

Effettivamente Beatrice è la musa per antonomasia, la donna-angelo che purifica l’animo del poeta: lui è la penna e lei l’arte, l’ispirazione, l’essenza del divino

Non ci è dato di sapere dove e quando inizi la finzione, sta ad ognuno di noi scegliere quanto e quando credere alle parole del poeta.

Realtà o finzione che sia, la promessa di Dante di scrivere di lei “quello che mai non fu detto di alcuna” è stata da lui mantenuta e veramente da allora tutta la letteratura non fu più la stessa.

 

Fonte:

Vanilla Magazine” Viaggi nella storia sulle ali della curiosità.